Alla scoperta di piccoli grandi viaggiatori di tutto il mondo

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Sicuramente abbiamo tutti sentito parlare di Marco Polo, Ibn Battuta, Fridtjof Nansen, Yuri Gagarin e Charles Darwin. Tutti hanno un minimo comune multiplo: il viaggio. Ognuno a modo suo l’ha sperimentato: c’è chi ha aperto le porte dell’Asia al mondo occidentale, chi ha percorso 120000 km attraverso 44 stati moderni, percorrendo Africa del nord, penisola arabica, medio Oriente ed Europa. C’è chi si è spinto oltre le lande ghiacciate della Groenlandia, navigando l’oceano artico, chi addirittura si è spinto oltre i nostri confini terrestri, compiendo un’orbita intorno alla Terra oppure chi ha rivoluzionato la visione della storia del pianeta e della sua biodiversità. Grandi nomi per grandi personaggi. Ma viaggiare non significa necessariamente ribaltare le sorti del mondo. Viaggiare è soprattutto sconvolgere la propria esistenza, sradicarla e ricomporla, pezzo dopo pezzo, avvicinandosi anche di poco ai propri confini. 

Ed è qui, allora, che intervengono Herb e Snotty e Ian Hibell. Mai sentiti nominare? Probabilmente la loro notorietà non è paragonabile a quella di personaggi che hanno fatto la storia, ma queste persone hanno cambiato la loro di storia e forse, anche solo per questo, non sono altro che una grande fonte di ispirazione e di coraggio. Herb e Snotty, per esempio, l’uno un anziano signorotto australiano e l’altro, un fedele cagnolone dal manto ambrato, vagano per l’Australia, alla scoperta del paese in cui hanno sempre vissuto e che non hanno mai avuto modo di esplorare. Compagni di viaggio e di vita, che, dopo 71 paesi e 1000 avventure insieme, hanno deciso di fare un break nella propria hometown. Right, mate? 

E poi c’è Ian Hibell e la sua voglia di mondo in bicicletta. Ha viaggiato per ben 40 anni a bordo del suo mezzo a pedali, instancabile, come il suo desiderio di conoscere. Non aveva una meta, semplicemente da nord a sud, da est a ovest, voleva “volare più in alto degli altri, senza saperne il perché”. Così dichiarò, esattamente dopo 30 anni dall’inizio di quel percorso che gli avrebbe cambiato la vita. Dopo la richiesta di due anni di aspettativa al suo datore di lavoro, cominciò a capire cosa aveva perso in tutti quegli anni di lavoro massacrante. Viaggiò in bicicletta dall’Alaska a Capo Horn e dall’Antartide al Rio delle Amazzoni sempre alla ricerca dei luoghi più remoti ed inesplorati della Terra, sempre in solitaria, sempre sulle due ruote! E’ stato l’unico uomo ad aver attraversato la palude di Atrato, nella selvaggia Colombia, a bordo di un mezzo non motorizzato ed ad aver oltrepassato, chissà poi bene come, il passaggio di Darien (Panama).

Due individui esemplari, che, al diavolo le convenzioni e gli stereotipi, hanno abbandonato la loro vita comune per cominciare finalmente a vivere. E tu, cosa stai aspettando?

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